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CASA

ILLUMINAZIONE ED ACUSTICA NEGLI AMBIENTI HOME LIVING

Il comfort acustico e luminoso nella tua casa con stile e funzionalità

 

Acustica-home-livingPer i progettisti ed i sempre più numerosi appassionati di interior design, è ormai una abitudine consolidata dedicare una particolare cura al progetto della illuminazione, nell’allestimento degli spazi architettonici.

L’individuazione dei corretti parametri illuminotecnici, la simulazione degli effetti scenici desiderati e la scelta delle sorgenti luminose, rappresenta oggi una quota considerevole del progetto nella sua totalità.

Non minore attenzione è certamente riposta anche nella gestione degli aspetti legati al comfort termico.

Il discorso è però un po’ diverso quando si parla degli aspetti legati al comfort acustico, con ricorrenti problematiche progettuali che emergono a lavori conclusi, assumendo talvolta anche il carattere della vera e propria criticità, in grado di incrinare la validità del progetto più rigoroso.

Questo aspetto è da ricondursi probabilmente ad una minore conoscenza di questi argomenti nella cultura tecnica di massa, dove le tematiche acustiche presentano ancora un certo carattere di novità e non sono di certo assimilabili a temi ben più noti, quali ad esempio il comfort termico, trattato abbondantemente in ogni sua declinazione.

Vi sono poi anche aspetti più pratici, legati ad una maggiore facilità nel controllare l’illuminazione e la temperatura di un ambiente, se paragonati alla più complessa gestione dei parametri acustici.

Una buona illuminazione evoca istantaneamente suggestive emozioni visive e contribuisce a valorizzare le ambientazioni, ed in tali contesti è per noi immediato determinare se il livello di luminosità è ottimale, o in alternativa scarso oppure in eccesso. In questo caso sarà per noi molto semplice avere il pieno controllo in ogni condizione, accendendo e spegnendo le sorgenti di luce o modulare la loro intensità, attraverso un sistema dimmer. Possiamo riscontrare la medesima facilità nel gestire la temperatura di un locale, con ampia possibilità di regolare anche altri valori ambientali, quali il ricambio di aria o il grado di umidità, nei sistemi più avanzati.

La gestione dei parametri acustici non presenta purtroppo la medesima semplicità ed immediatezza, poiché non esiste in questo caso una semplice pulsante da premere per raggiungere la condizione auspicata, considerando anche che per i non addetti ai lavori, è di per sé già molto complesso il solo descrivere una condizione di discomfort sonoro all’interno di un ambiente chiuso, con commenti il più delle volte riferiti a una vaga condizione di caos e rimbombo.

Sostanzialmente una diffusa carenza di strumenti conoscitivi e descrittivi, più grave quando riscontrata tra i professionisti della progettazione architettonica.

Bisogna anche dire che ogni progetto architettonico, pur nell’ampia discrezionalità di chi lo elabora, è in qualche modo sempre riconducibile al rispetto delle prescrizioni minime contenute nelle normative di settore.

Per tutti gli aspetti edilizi più propriamente impiantistici, dal settore elettrico a quello termico, esiste a tal proposito un vasto e ormai storico corpus legislativo, mentre per avere un primo inquadramento di legge organico e approfondito in campo acustico, si è dovuto attendere fino al 1997 (D.P.C.M. 5-12-1997 – Requisiti acustici passivi degli edifici), che ha finalmente parametrato i valori di buona norma costruttiva in edilizia.

Se entriamo però nel dettaglio dell’acustica interna agli ambienti, con valutazioni sui valori della riverberazione, il tutto torna a una diffusa aleatorietà (con qualche rara eccezione su specifici aspetti legati al settore scolastico e negli ambienti di lavoro).

Su questi aspetti un cambio di rotta è però ormai prossimo, anche in virtù della recente introduzione della normativa UNI 11532-1:2018 (Caratteristiche acustiche interne di ambienti confinati – Metodi di progettazione e tecniche di valutazione), di cui si auspica un rapido recepimento a livello legislativo.

In linea generale in campo architettonico, le istanze acustiche vengono ancor’oggi spesso affrontate nei soli termini dell’isolamento acustico e solo nel caso delle progettazioni più avanzate vengono valutate nel dettaglio le condizioni di risposta sonora degli ambienti interni, anche in termini di riverbero.

Si valuta pertanto se le preesistenze edili sono in grado di isolarci sufficientemente dai disturbi provenienti dai locali confinanti e dai rumori esterni o se invece si renderanno necessari interventi di miglioramento su pareti, soffitti, pavimenti, serramenti e impianti, ma in rari casi vi saranno valutazioni più approfondite sulla qualità del campo sonoro nel suo complesso.

Tutto ciò è abbastanza curioso se si considera quanto sia semplice migliorare l‘illuminazione all’interno di in un ambiente anche in fase post-intervento e a quanto sia invece complesso se non talvolta impossibile risolvere una criticità acustica emersa a lavori conclusi e determinata da carenze progettuali.

Bisogna evidenziare che alcune di queste problematiche sono oggi più conosciute tra i tecnici e questo è maggiormente vero per ciò che riguarda gli ambienti lavorativi, oltre ad alcuni ambiti specifici come ad esempio gli spazi per la ristorazione, ma sono certamente ancora piuttosto rari i casi in cui viene svolta a priori una analisi di questo tipo nel settore abitativo domestico.

Un corretta condizione di comfort acustico all’interno degli spazi in cui abitiamo, ha notevoli ricadute positive sul nostro benessere generale, migliorando sensibilmente la qualità della nostra vita.

Una ambientazione sonora priva di riverbero ci predispone immediatamente al relax, rendendoci più gradevole ogni attività domestica, con un benefico senso di raccoglimento che ci pervade nei momenti dedicati all’ascolto musicale o alla visione di un film, rendendoci speciale ed intima anche una semplice conversazione.

 

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