Lampade e pannelli fonoassorbenti per il settore collettività-Your Sub Title Here

COLLETTIVITA'

ILLUMINAZIONE ED ACUSTICA NEI GRANDI AMBIENTI COLLETTIVI
 
(Copyright Arch. Silvano Spandre)
 

Acustica-e-illuminazione-spazi-espositiviIn ogni ambito architettonico e più diffusamente nel settore degli arredi e dell’illuminotecnica è ormai consueto l’uso del termine “collettività” per classificare una vasta tipologia di ambienti, peraltro ampiamente diversificati nella varie destinazioni d’uso, ma aventi il denominatore comune, nella funzione di aggregare una moltitudine di persone in uno spazio architettonico confinato.

Parliamo in questo caso di hotel, sale conferenze, teatri, auditorium, biblioteche, musei, centri commerciali, impianti sportivi, palestre, luoghi di culto, ospedali, scuole, mense, stazioni e grandi spazi polifunzionali fieristici ed espositivi, e più estesamente di tutti quegli spazi architettonici pubblici e privati, di ogni dimensione, concepiti per lo svolgimento di una specifica attività e strutturati per fornire i servizi cui sono preposti, su base collettiva.

Nella semplice elencazione dei tanti ambiti architettonici riconducibili a tale categoria collettiva, emerge il variegato panorama di contesti edili e funzionali che tale definizione ricomprende e quanto conseguentemente variabili e multiformi siano le modalità tecniche di intervento tecnico, per la gestione del comfort acustico e illuminotecnico in questi spazi.

Nello svolgimento di questa breve trattazione, non è certamente possibile fornire una descrizione dettagliata delle singole soluzioni progettuali, suddivise in base alle varie destinazioni d’uso, ma pur mantenendo un carattere di trattazione generale, si vuole focalizzare l’attenzione sulle modalità generali di intervento per la gestione dell’acustica e dell’illuminazione interna nelle varie tipologie di spazio, proponendo alcuni approcci progettuali e parlando sostanzialmente di questi temi in termini di metodo.

Attraverso una rapida analisi dalle specifiche normative tecniche di settore previste per ognuno dei contesti citati, ma senza entrare nel merito dalle molteplici variabili progettuali e di buona prassi costruttiva delle singole tipologie di edifici, ciò che accomuna tutti questi luoghi è sostanzialmente la necessità di rispondere adeguatamente a 3 requisiti essenziali:
 

1) FUNZIONALITA’
2) ESTETICA
3) SICUREZZA


Eataly-Fico-Auditorium-Bologna-acusticaRelativamente al tema della SICUREZZA, citato al punto 3, ma certamente non terzo in termini di importanza, rimandiamo alla pagina di approfondimento CERTIFICAZIONI, in cui viene data ampia trattazione degli aspetti relativi alla sicurezza ed ai requisiti per la marcatura CE per le lampade ed i pannelli fonoassorbenti.

La necessaria sintesi di questo breve testo ci consente di fare solo un breve cenno ad un quarto aspetto non citato in questo elenco, ma di elevata importanza e che negli anni ha progressivamente assunto un valore preminente, riferendoci con ciò alle tematiche propriamente ecologiche.

Se per certi aspetti questa parte del discorso rientra negli aspetti legati alla sicurezza, per tutto ciò che riguarda la salubrità dei materiali utilizzati, vi è però un estensione di questo tema che include argomentazioni che potremmo dire di carattere prettamente etico, per tutto ciò che concerne la eco-compatibilità e la possibilità di riciclo dei prodotti medesimi.
Riguardo a questo aspetto, vogliamo includere tra i casi virtuosi anche la nostra azienda LAMPADE.com, che prevede una filiera produttiva interamente concepita secondi tali canoni, in cui non solo si parla di riciclabilità futura del prodotto commercializzato, ma anche di realizzazione del prodotto, con materiali semilavorati provenienti da canali di riciclo.

Ne sono un esempio le produzioni della serie Decho, che hanno pionieristicamente introdotto un ampio utilizzo delle fibre di PET (poliestere) proveniente dal riciclo dei contenitori in plastica, per la realizzazione dei coibenti acustici interni dei pannelli e per i rivestimenti estetici in tessuto colorato, in sostituzione delle ormai obsolete lane e fibre di origine minerale.
 

Ambienti-scolasticiFUNZIONALITA’
 

Nel riferirci agli aspetti della funzionalità e limitando ovviamente le considerazioni ai soli aspetti acustici e illuminotecnici, vogliamo per semplicità di trattazione suddividere il tema in 2 filoni paralleli, ma certamente non disgiunti, che riguardano (1) gli aspetti normativi e di buona pratica costruttiva e parleremo pertanto di requisiti minimi di progetto e (2) gli aspetti legati al comfort percepito, intendendo con ciò riferirci maggiormente ad una progettazione avanzata e di qualità, rimarcando ovviamente che in una buona progettazione, entrambi questi aspetti risultano complementari e indistinguibili.
 

Aspetti normativi acustici
 

Parlando di qualità negli allestimenti acustici all’interno degli spazi architettonici, intendiamo indirizzare le nostre valutazioni sugli aspetti propriamente connessi al fonoassorbimento e alla riverberazione, escludendo per brevità gli aspetti legati all’isolamento acustico (separazione acustica rispetto ai locali confinanti e alle aree esterne), che per vastità dei temi e complessità dell’argomento, richiedono necessariamente una trattazione dedicata più approfondita.

Si deve infatti valutare che l’acustica interna, richiede generalmente un gestione piuttosto semplificata negli allestimenti, con rapidi interventi di adeguamento su edifici preesistenti oppure con l’integrazione di interventi di correzione acustica non valutati in sede progettuale, prevedendo l’inserimento di moduli fonoassorbenti assimilabili a componenti di arredamento, mentre per il secondo aspetto del fonoisolamento, devono essere pianificati interventi ben più massivi di natura essenzialmente edile sulle partizioni di parete e soffitto, nonché sui serramenti, da eseguirsi pertanto preferibilmente in fase di costruzione, con interventi correttivi a lavori ultimati piuttosto invasivi e spesso poco efficaci.

Per l’individuazione dei corretti valori e parametri progettuali cui attenersi, nella gestione della acustica interna degli spazi architettonici è stata di recente introdotta una specifica normativa di settore (Normativa UNI 11532-1:2018 - Caratteristiche acustiche interne di ambienti confinati – Metodi di progettazione e tecniche di valutazione).

La norma descrive gli aspetti generali comuni a tutti i settori di applicazione, in particolare i descrittori che meglio rappresentano la qualità acustica di un ambiente, indicandone i valori di riferimento in relazione alla destinazione d’uso dell'ambiente stesso, i metodi di previsione e le tecniche di valutazione.

La norma si applica a diverse destinazioni d’uso quali:

1) settore scolastico - comunicativo/collettivo - collettivo - piccole sale conferenze e/o polifunzionali col limite di 250 m³;

2) settore sanitario;

3) settore uffici, con riguardo degli open plan offices;

4) settore ristorazione;

5) settore direzionale commerciale – sportivo – terziario;

6) settore produttivo/industriale – fieristico – espositivo.
 

Correzione-acustica-grandi-ambientiI materiali fonoassorbenti
 

Nel parlare di trattamenti di correzione acustica degli ambienti interni, deve necessariamente essere fatto un breve cenno descrittivo riguardo ai materiali fonoassorbenti, che rappresentano lo strumento operativo con cui viene gestito tale aspetto progettuale, in riferimento alle modalità con cui devono essere valutate le loro prestazioni.

L’acustica interna di un ambiente è infatti conseguente alla capacità di assorbimento o in alternativa di riflessione acustica di ogni superficie ed oggetto presente nel locale. Il parametro che definisce le qualità di assorbimento dei materiali è il coefficiente denominato (α - alpha), valore caratteristico di ogni materiale da costruzione, reperibile sui manuali tecnici e sulle schede di prodotto.

La norma europea EN ISO 11654 ha classificato i materiali fonoassorbenti secondo il coefficiente α, suddividendoli in 6 classi di assorbimento acustico:
 

Classe di assorbimento acustico

α - Valori

Indice qualitativo

A

0,90 - 1,00

Altamente assorbente

B

0,80 - 0,85

Altamente assorbente

C

0,60 - 0,75

Molto assorbente

D

0,30 - 0,55

Assorbente

E

0,15 - 0,25

Poco assorbente

Non classificato

0,05 - 0,10

Riflettente

 

Per quanti di voi fossero interessati ad un approfondimento di questi temi e per comprendere l’utilizzo pratico dei valori alpha, nei calcoli per il trattamento acustico degli spazi, vi invitiamo alla lettura di questa pagina del sito: ACUSTICA - Guida pratica per la correzione acustica del riverbero in ogni tipo di ambiente, che descrive un caso reale di applicazione.

 

Pannelli-fonoassorbenti-con-lampade-spazi-collettiviIl comfort acustico architettonico nella progettazione avanzata
 

Nel precedente paragrafo ci siamo soffermati sugli aspetti prettamente normativi da considerare nella progettazione degli interventi di adeguamento acustico, ed avendo dedicato questa parte del testo agli aspetti della funzionalità nella fruizione degli spazi architettonici collettivi, i valori di riferimento indicati, possono essere considerarsi quali requisiti minimi di progetto.

La particolare specificità delle produzioni LAMPADE.com, che prevede lampade e pannelli fonoassorbenti non assimilabili a semplici complementi di interior design, ci richiede però nella più classica casistica di intervento, di eseguire qualche considerazione tecnica più approfondita sugli aspetti acustici ed illuminotecnici, rispetto alla progettazione basica.

Questa modalità di intervento è per noi ricorrente non solo negli allestimenti di contesti architettonici di elevato pregio, oppure in ambiti specialistici quali i teatri e gli auditorium, ma è ormai una pratica comune per ogni settore ed è abitualmente richiesta dai nostri clienti che conoscono il valore aggiunto di un supporto specialistico e professionalizzante nella gestione di questi temi.

Vogliamo pertanto introdurre, pur con una certa sintesi, alcuni concetti piuttosto specialistici che rendono possibile la gestione avanzata dell’acustica negli ambienti.

In altre pagine di questo sito abbiamo dato ampia trattazione del Tempo di Riverberazione (spesso sintetizzato con la sigla T60), che rappresenta il descrittore tecnico più semplice e più frequentemente utilizzato nella valutazioni sulla risposta acustica degli ambienti.

Riteniamo sempre necessario ribadire che un adeguato utilizzo dei valori che emergono dalle analisi del T60, (esteso a tutto lo spettro di frequenze acustiche), è di per se in grado di fornire una corretta rappresentazione del comportamento sonoro di uno spazio architettonico confinato.

In altri termini, una corretta pianificazione del T60 consente il raggiungimento di un elevato standard qualitativo del comfort acustico percepito e fornisce strumenti operativi sufficienti nella maggioranza dei casi.

Vi sono però contesti architettonici dove le attività di carattere sonoro hanno un particolare rilievo e sono un aspetto determinante della loro funzionalità.

Con ciò non vogliamo riferirci univocamente ai luoghi destinati alle attività musicali e di spettacolo, che risulterebbe quantomeno ovvio, ma in modo più ampio vogliamo includere anche tutti gli spazi in cui la funzione del parlato ed il contenimento dei disturbi sonori è un prerequisito essenziale, estendendo perciò queste considerazioni anche ai luoghi di lavoro ed anche agli spazi dedicati alla ristorazione.

In relazione a questi aspetti possono essere valutati alcuni indici descrittori, che ci consentono di misurare la qualità sonora di un ambiente e la sua capacità di svolgere compiutamente la funzione cui sono preposti, con particolare riferimento alle attività del parlato umano.

Si tratta in questo caso di parametri di uso pratico piuttosto complesso e ad oggi non vincolanti rispetto alla normativa vigente in Italia, ma in alcuni casi già presenti in alcune normative internazionali, come nel caso della “Classe di Articolazione (CA)”, prevista nella americana ASTM E-1110, seppur con la difficoltà di applicarla in contesti sonori non in lingua inglese. La Classe di Articolazione permette di valutare gli spazi in termini di attenuazione del disturbo tra zone tra loro vicine e può in questo caso avere una buona utilità nelle analisi di ambienti ufficio.

Vi sono poi altri indici quali l’ALCONS%, che mostra in percentuale il numero di consonanti non percepite, considerando che nella comprensibilità di un discorso le consonanti assumono un ruolo molto più significativo rispetto alle vocali.

Ulteriori indici di valutazione, peraltro molto similari tra loro, sono lo STI e il RASTI, che consentono di misurare l’intelligibilità del discorso, ossia di valutare se un qualsiasi messaggio sonoro emesso da una persona che parla, viene favorito o penalizzato dal contesto architettonico in cui ci si trova, e che possono rappresentare un utile strumento operativo per analisi acustiche avanzate.

 

STI

0,00 – 0,30

0,30 - 0,45

0,45 – 0,60

0,60 – 0,75

0,75 – 1,00

 

Non accettabile

Basso

Accettabile

Buono

Eccellente

ALCONS%

100 – 33%

33 – 15%

15 – 7%

7- 3%

3 - 0%

 

Relativamente all’aspetto dell’intelligibilità del parlato, possiamo tornare brevemente al Tempo di Riverberazione T60 prima introdotto, considerandone nuovamente la validità nelle analisi complesse.

La condizione preferibile è quella di un T60 corretto nei suoi valori assoluti, ma anche lineare sull’intero spettro sonoro. Ciò evita marcati ritorni sonori di specifiche frequenze a scapito di altre, consentendo un ascolto ottimale e non falsato di tutti i possibili suoni emessi, incluse le frequenze del parlato umano.

Tutto ciò è facilmente comprensibile se si pensa alla ampia estensione della voce umana che prevede un range di frequenze che va da 200 a 5.000 Hz, dove la maggiore potenza acustica si trova al di sotto dei 1.000 Hz e la più grande dinamica energetica si trova fra 200 e 600 Hz.

Le vocali generalmente hanno maggiore energia e occupano le basse frequenze, mentre le consonanti hanno minore energia e occupano le alte frequenze (da 1100 a 4.000 Hz).

La percettibilità delle consonanti ha un ruolo fondamentale nella intellegibilità del parlato.

Capire se ci hanno detto “monte” o “ponte” è funzione della percettibilità di “m” o “p”.

Le frequenze al di sopra dei 1.000 Hz, e specificatamente le frequenze nella gamma da 2.000 a 4.000 Hz, sono pertanto determinanti per la intelligibilità del parlato.

 

Acustica-e-illuminazione-piscineAspetti normativi illuminotecnici
 

I parametri illuminotecnici cui attenersi nella progettazione degli ambienti collettivi sono contenuti nella normativa UNI EN 12464-1 del 2011 che ha sostituito la storica UNI 10380 del 1994.

Tale Norma determina i valori di illuminamento medio (Em) espresso in Lux, da garantire per gli ambienti interni, in relazione alle varie destinazioni d’uso.

La norma prevede inoltre di valutare la conformità di alcuni altri indici descrittori, che risultano particolarmente importanti nella progettazione illuminotecnica avanzata, quali l’abbagliamento molesto UGR, la Resa del Colore (Ra) che definisce la capacità di una lampada di restituire in modo adeguato i vari colori, la Temperatura di Colore espressa in Kelvin (K) che suddivide l’apparenza del colore in luci calde, neutre e fredde e non ultimo il Fattore di Manutenzione, da stabilirsi a cura del progettista in base alle caratteristiche dell’impianto e dell’ambiente.

Bisogna evidenziare che la UNI EN 12464-1 nasce dalla necessità di dare un dettagliato inquadramento normativo alle prestazioni illuminotecniche nei luoghi di lavoro (il suo titolo per esteso è infattiLuce e illuminazione - Illuminazione dei posti di lavoro in interni”) e bisogna pertanto valutare che ciò non sempre corrisponde in pieno con le esigenze di comfort luminoso dei soggetti esterni, che fruiscono degli spazi collettivi talvolta in modo numericamente prevalente rispetto all’organico lavorativo interno, ma con tempi e modalità ben differenti dai lavoratori addetti di un determinato ente.

Trattandosi di una norma destinata a tutelare l’utente inteso come soggetto lavoratore, determina correttamente dei precisi vincoli riguardanti la sicurezza e la salubrità dei luoghi di lavoro, anche se si potrebbe obiettare che tali parametri non sono sempre corrispondenti con una reale condizioni di comfort percepito e nella pratica comune non sempre permettono una armonica coesistenza con le altre variabili del progetto di interior design, soprattutto in riferimento alle scelte stilistiche ed alla lettura dei tratti salienti del contesto architettonico preesistente.

La UNI12464-1 rappresenta in ogni caso un imprescindibile punto di riferimento, ma come ogni normativa specialistica di settore va interpretata sulla base dello specifico caso di applicazione, non limitandosi ad una lettura semplicistica e meccanica dei dati in essa contenuti.

Al seguente link UNI_EN_12464-1.pdf è disponibile una sintesi della norma con i valori di riferimento suddivisi per tipologia di ambiente.



MuseiESTETICA
 

La creatività è l’intelligenza che si diverte (Albert Einstein)


Per chi ha avuto l’interesse e la pazienza di seguirci fino a questa parte del discorso, credo di poter dire che siamo arrivati alla parte divertente, e sostanzialmente quella che veramente interessa ad ognuno di noi che ha scelto la professione di architetto, interior designer, visual merchandiser o che semplicemente si considera un appassionato di design.

Se infatti la precedente parte del testo era finalizzata alla esposizione degli strumenti tecnici, normativi e metodologici più corretti nell’affrontare questi temi, passiamo ora a descrivere le ampie possibilità di utilizzo pratico dei materiali.

Siccome parliamo di soluzioni costruttive che prevedono una notevole varietà di forme, materiali, texture e colori, applicabili peraltro in differenti contesti architettonici e con infinite modalità di posa, ne risulta conseguentemente una possibilità di combinazioni estetiche praticamente infinita.

Nel nostro caso specifico, con LAMPADE.com abbiamo scelto fin da subito di non soffermarci su uno ristretto numero di prodotti da commercializzare sui consueti canali di distribuzione tradizionali e web e affidandone magari il concept a qualche designer di fama (con cui lavoriamo peraltro costantemente), ma abbiamo sviluppato la nostra intera mission aziendale sul concetto di progetto aperto, sulla vendita diretta e sul costante rapporto con i progettisti, con una prevalente impostazione su progetto e tailor made, delle nostre realizzazioni.

A distanza di qualche anno possiamo dire che non vi è praticamente stato alcun giorno in cui non ci siamo ritrovati sorpresi ed ammirati, ad osservare le immagini di qualche lavoro eseguito dai nostri Clienti, in grado di reinterpretare innovative applicazioni dei nostri prodotti più standard, o con la capacità di introdurre creative e sorprendenti varianti.

E’ questo il canale essenziale attraverso cui vengono sviluppati i nostri nuovi prodotti e migliorati quelli già esistenti, un sistema che nel carattere web oriented delle nostre attività, non è forse molto distante da ciò che oggi viene chiamato intelligenza collettiva.

 

Correzione-acustica-sala-polifunzionaleLA LETTURA DEL CONTESTO ARCHITETTONICO
 

I volumi architettonici
 

Un primo aspetto determinate nella scelta delle soluzioni acustiche e illuminotecniche, valevole sia per gli aspetti estetici che funzionali, è l’osservazione degli aspetti volumetrici degli spazi.

Come abbiamo visto precedentemente, i parametri da valutare sono molteplici, ma questo primo aspetto ci consente di suddividere le possibili soluzioni di intervento e selezionare per macro-categorie i prodotti idonei allo specifico caso.
Un soffitto di altezza ridotta porterà certamente a soluzioni di allestimento con corpi illuminanti, elementi fonoassorbenti o controsoffitti direttamente in aderenza al soffitto e qualora l’altezza dei locali sia estremamente contenuta, si potrà probabilmente intervenire solo a parete.
Di contro un ambiente dalle volte molto alte, richiederà certamente la collocazione di elementi piani, prismatici o isole in sospensione ribassata dai soffitti e questo non solo ai fini estetici, ma anche per garantire una adeguata rottura delle onde sonore libere di vagare negli spazi liberi, ed anche per non allontanare eccessivamente le sorgenti di luce dalle zone di fruizione.
 

Le superfici
 

L’analisi delle superfici che compongono il locale è nella consuetudine il secondo aspetto nelle valutazioni.

La presenza di superfici libere e riflettenti determinerà l’incremento delle quantità di materiali fonoassorbenti da applicare per il trattamento acustico, ma al contempo, la presenza di tali superfici, soprattutto se in colorazione tenue, favorirà la diffusione della luce, con la conseguente riduzione del numero dei corpi illuminanti necessari.
 

Museo-Egizio-trattamento-acustico-e-illuminazioneLo stile
 

Se le precedenti considerazioni hanno una ricaduta anche sugli aspetti funzionali delle installazioni, passando ora alla lettura del contesto stilistico e formale in cui si va ad intervenire, entriamo di buon grado nella pura estetica e di conseguenza le valutazioni che seguono sono ampiamente reinterpretabili secondo la sensibilità ed il gusto di ogni singolo lettore, che per esperienza ha spesso la capacità di esprimere una ben maggiore potenzialità creativa rispetto a chi scrive.

Una catalogazione delle potenziali soluzioni in relazione al contesto edile ed architettonico esistente o in progetto non è certamente applicabile, e pertanto la scelta progettuale dovrà sostanzialmente esprimersi nei termini di intervento dal carattere più mimetico oppure in alternativa attraverso un allestimento dai tratti più dichiarati ed evidenti, facendo in questo caso assumere ai complementi illuminotecnici ed acustici di nuovo inserimento, un tratto caratterizzante rispetto alle scelte stilistiche.

Nel primo caso saranno ovviamente preferibili soluzioni con maggiore rigore formale e che ricalcano anche il tipo di linearità prevalente negli spazi, per cui avremo forme squadrate, oppure tondeggianti o talvolta ricurve come talvolta si rende necessario nei contesti storici, ed anche per gli aspetti cromatici, si farà ovviamente ricorso a tinte più tenui, mentre nel caso di interventi che si intende rendere più evidenti, oppure in installazioni in edifici moderni, non ci saranno particolari limitazioni rispetto a forme, materiali e colorazioni.

Si va quindi sostanzialmente dal più minimale quadro bianco in tessuto liscio di poliestere al moderno e colorato pannello tridimensionale in resine espanse o legno, valutando magari i pannelli fonoassorbenti con immagini grafiche stampate, che visivamente risultano indistinguibili da un comune quadro.

Edifici-storici-acustica